La storia della nostra Cantina
Da più di 100 anni l’azienda Fratelli Serio e Battista Borgogno dimora sulla sommità della collina Cannubi dominando le infinite vedute e trovandosi al centro dello scenario delle Langhe.
Ad iniziare questo cammino fu il Cavalier Francesco Borgogno, figura distinta ed attiva nella vita amministrativa di Barolo, in cui ricoprì per trent’anni la carica di sindaco, incentivando la valorizzazione dei vini ed adoperandosi per risolvere i problemi dei viticoltori locali.
Fu quest’uomo caparbio ad iniziare l’attività di famiglia, vendendo il proprio Barolo in una piccola osteria nel borgo antico di Barolo.
La sua volontà e i suoi vini genuini lo fecero annoverare tra i migliori produttori della zona del Barolo.
Alla sua morte i terreni passarono in eredità al nipote Lodovico e per suo tramite ai figli Serio e Battista che proseguirono l’attività credendo fortemente nello sviluppo dei vini delle langhe, primo tra tutti, il Barolo Cannubi.
Quasi come un patriarca, Serio Borgogno passa ancora il suo tempo nel vigneto, tramandando l’esperienza e le tradizioni della sua cantina alle nuove generazioni, le figlie Anna e Paola, che si occupano della ricezione e della sezione commerciale, e a Marco Bolla responsabile della cantina.
Dal 2010 in cantina è subentrata una delle due figlie appartenenti all’ultima generazione della famiglia, Emanuela, che attualmente si adopera nell’apprendere l’arte del mestiere unendo ad esso la passione per l’architettura.
L’azienda, che possiede quattro ettari vitati di proprietà, di cui tre coltivati a Nebbiolo da Barolo dislocati nei tre versanti dei Cannubi, completa la gamma dei vini con un meticoloso lavoro di ricerca e selezione, fondando rapporti esclusivi con altri viticoltori dai quali ogni anno acquista piccole partite di uve che dopo la vinificazione divengono, Barolo, Barbaresco, Nebbiolo d’Alba e Barbera d’ Alba.
I forti legami con le tradizioni tramandate hanno plasmato il modo di operare dell’azienda, assicurando la massima attenzione al dettaglio, dal lavoro in vigna a quello in cantina.
Nei vigneti, la coltivazione asseconda l’alternarsi delle stagioni, rispettando rigorosamente la fisionomia del vitigno; in cantina, la vinificazione e l’invecchiamento del vino seguono gli accorgimenti tecnici che la tradizione ha gradualmente comprovato: botti grandi in legno di rovere, macerazioni lunghe e pigri soggiorni nelle botti, lasciando al tempo l’arte misteriosa di creare armonie segrete da conservare in bottiglia.
Curiosità: il Barolo e le sue origini
La nascita del Barolo può essere datata con certezza all’inizio dell’800’. Ciò nonostante nel 1268 sono state ritrovate alcune fonti riferite al vitigno di Nebbiolo da Barolo presso il comune di Rivoli e nel 1495 nel comune di La Morra.
Altra testimonianza è data dal ritrovamento della prima dicitura “Barolo”, nel 1730 a Londra, durante scambi mercantili tra la famiglia Savoia e l’ambasciatore inglese.
La nascita di questo nettare degli dei fu attribuita alla passione dei marchesi di Barolo, i Faletti, ed al Conte Camillo Benso di Cavour. Fu quest’ultimo ad incentivare l’innovazione del processo produttivo chiamando un enologo d’eccellenza, Louis Oudart che studiò e promosse un moderno stile di vinificazione del Nebbiolo, originando un vino adatto ad essere destinato ad un lungo invecchiamento e conosciuto in tutto il mondo con l’appellativo di Barolo.

